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	<title>On The Road  Fotografia</title>
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		<title>On The Road  Fotografia</title>
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		<title>Celebrato il genio di Henri Cartier-Bresson</title>
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		<pubDate>Sat, 08 May 2010 21:52:20 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Celebrato il genio di Henri Cartier-Bresson, l&#8217;occhio del secolo di Melisa Garzonio E’ stato definito l’occhio del secolo. Per la bravura a imprigionare in uno scatto, per l’eternità, persone, cose e fatti che hanno fatto la storia del Novecento. Il suo segreto? Semplice: “Fotografare è porre sulla stessa linea di mira la mente, gli occhi e [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ontheroadfotografia.wordpress.com&amp;blog=3918690&amp;post=1684&amp;subd=ontheroadfotografia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
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<h1><a href="http://ontheroadfotografia.files.wordpress.com/2010/05/cartierbresson_jpg_415368877.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1685" title="cartierbresson_jpg_415368877" src="http://ontheroadfotografia.files.wordpress.com/2010/05/cartierbresson_jpg_415368877.jpg?w=436&#038;h=230" alt="" width="436" height="230" /></a></h1>
<h1>Celebrato il genio di Henri Cartier-Bresson, l&#8217;occhio del secolo<!--END_ARTICLE_TITLE--></h1>
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<div><em>di Melisa Garzonio</em></div>
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<div id="pos1">E’ stato definito l’occhio del secolo. Per la bravura  a imprigionare in uno scatto, per l’eternità, persone, cose e fatti che hanno  fatto la storia del Novecento. Il suo segreto? Semplice: “Fotografare è porre  sulla stessa linea di mira la mente, gli occhi e il cuore”. Non è una tecnica,  piuttosto “E’ un modo di vivere”. Henri Cartier-Bresson, un posto nell’olimpo  dei più grandi fotografi del pianeta, nato a Chanteloup il 22 agosto del 1908,  scomparso a Céreste, Alta Provenza, il 3 agosto 2004, all’eta di 95 anni: una  vita condivisa per molti anni con una Leica 35mm, la macchina fotografica  preferita comprata nel 1930 durante un viaggio in Costa d’Avorio. Uomo e mirino,  un sodalizio perfetto.</div>
<div>.</div>
<div id="pos2"><strong>L&#8217;occhio che fa la differenza</strong> &#8211; Ha un  occhio curioso e implacabile, distaccato ma non indifferente, puntato fuori di  sé, sul mondo che gli gira intorno. E’ bravo a cogliere la magia di un paesaggio  e la malinconia di un volto, gli avvenimenti clou e quelli che, apparentemente,  sembrano non lasciare traccia. Si sente la mano di chi ha frequentato gli studi  dei pittori e i set del cinema. Erede di una agiata famiglia parigina, ex  studente dell’esclusivo Lycée Condorcet, il giovane Henri ha lavorato con la  compagnia di giro surrealista, ha dipinto con Max Ernst e ha fatto apprendistato  nel cinema d’autore con Jean Renoir, regista di culto francese. Finita la guerra  ha diretto anche un film, <em>Le Retour</em>, documentario sul rientro in patria  dei prigionieri e dei deportati. I suoi ritratti, scattati fra gli anni Trenta e  la prima metà dei Quaranta fra Parigi e New York, sono primi piani da grande  ‘metteur en scène’: Truman Capote, Coco Chanel, Marcel Duchamp, William  Faulkner, la sua Marilyn Monroe è bella con qualcosa in più. I reportage dal  Messico, Cuba e Stati Uniti, sono unici e irripetibili.</div>
<div>.</div>
<div id="pos3"><strong>La vita rubata</strong> &#8211; Le immagini di Henri  Cartier-Bresson non sono mai banali, diciamo, anzi, che lui è il più eccezionale  fotografo della manipolazione estetica. Le sue foto sono scatti rubati sulla  scena della vita, scavano l’anima, scannerizzano ombre e pertugi, condensano i  dettagli in scene plastiche. Nascono da intuizione e ordine mentale, frutto  della frequentazione dei musei, della lettura e della curiosità per il mondo.  Guai a perdere l’attimo fuggente, fotografare esige grinta, rapacità, tempi  esatti, dolcezza nel guardare, crudeltà nel tagliare. E’ Cartier-Bresson stesso  a rivelare le regole del mestiere in uno dei suoi libri più famosi, <em>The  decisive moment</em>, del 1952, nell’edizione francese <em>Images à la  Sauvette</em>, copertina firmata da Henri Matisse: “La fotografia è una mannaia  che coglie nell’eternità l’istante che l’ha abbagliata”.</div>
<div>.</div>
<div id="pos4"><strong>Il Moma lo celebra</strong> &#8211; Il Moma di New  York, che nel 1946, credendolo morto nelle file della resistenza francese,  voleva dedicargli una mostra postuma, poi realizzata nel ’47, presenta fino al  28 giugno <em>Henri Cartier-Bresson: The Modern Century</em>, la più grande  retrospettiva dedicata al fotografo nel corso degli ultimi trent’anni. Peter  Galassi, il curatore, ha scelto 300 opere realizzate tra il 1929 e il 1989, di  queste, 220 provengono dalla Fondazione Henri Cartier-Bresson, creata nel 2000  dal maestro con la moglie Martine Franck e la figlia Mélanie. In mostra c’è  tutta la sua produzione, allestita con criteri cronologici. Da non perdere, le  prime foto esposte nel 1932 alla galleria Julien Levy di New York, scattate da  dilettante. Diventerà un fotografo professionista nel ’37, dopo aver conosciuto  il polacco David Seymour, al secolo Savid Szymin, e Endré Friedmann, nome d’arte  del fotografo ungherese Robert Capa. Insieme fondano nel 1947 la Magnum, la più  prestigiosa agenzia di fotogiornalismo del mondo. Il mestiere lo porterà negli  angoli più caldi del pianeta.</div>
<div>.</div>
<div id="pos5"><strong>La macchina fotografica evoca, non  spiega</strong> &#8211; I suoi reportage dalla scena asiatica sono memorabili. Le  immagini della guerra civile in Cina e del funerale di Gandhi entrano nella  storia della fotografia d’autore. Nel ’54 è il primo fotografo ammesso in Unione  Sovietica dopo la morte di Stalin, avvenuta un anno prima. Ritorna in Urss nel  1963, le ceneri della Guerra Fredda ancora calde, a riannodare il filo degli  eventi. Fissa l’attimo decisivo a Mosca, nella Repubblica Federale Russa, in  Estonia, nelle repubbliche caucasiche e dell’Asia centrale. Gli piace studiare i  cambiamenti, individuare il filo conduttore dei fatti della storia. Senza  forzare risposte certe. Ha scritto a proposito: “L’apparecchio fotografico non è  uno strumento adatto a rispondere al perché delle cose, essendo piuttosto fatto  per evocarle, e nei casi migliori, alla propria maniera, intuitiva, pone domande  e dà risposte nello stesso tempo”.</div>
<div>.</div>
<div>07 maggio 2010</div>
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		<title>E’ morto il fotografo statunitense Dennis Stock</title>
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		<pubDate>Thu, 06 May 2010 12:34:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[FOTOGRAFI: È MORTO STOCK, IL REPORTER DI MAGNUM CHE RESE JAMES DEAN UNA LEGGENDA = SCATTÒ L’IMMAGINE SIMBOLO DELL’ATTORE DELLA “GIOVENTÙ BRUCIATA” CON IL CAPPOTTO SOTTO LA PIOGGIA Washington, 14 gennaio 2010 – Il fotografo statunitense Dennis Stock, leggendario reporter dell’agenzia Magnum, celebre per le sue foto apparse sulla rivista «Life» dedicate all’attore James Dean, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ontheroadfotografia.wordpress.com&amp;blog=3918690&amp;post=1681&amp;subd=ontheroadfotografia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
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<p><strong>FOTOGRAFI: È MORTO STOCK, IL REPORTER DI MAGNUM CHE RESE <a id="ed_Id_2" title="Sponsor Link By eDintorni" href="http://adv.edintorni.net/click/?mo=L&amp;ky=james+dean&amp;af=7406&amp;ct=it&amp;rf=http%3A%2F%2Fwww%2Emediterraneonline%2Eit%2F2010%2F01%2F14%2Fe%2Dmorto%2Dil%2Dfotografo%2Dstatunitense%2Ddennis%2Dstock%2F&amp;re=&amp;ts=1273149191328&amp;hs=5106bdb5afc606161507d8f75b6ff77b" target="_blank">JAMES</a> <a id="ed_Id_3" title="Sponsor Link By eDintorni" href="http://adv.edintorni.net/click/?mo=L&amp;ky=james+dean&amp;af=7406&amp;ct=it&amp;rf=http%3A%2F%2Fwww%2Emediterraneonline%2Eit%2F2010%2F01%2F14%2Fe%2Dmorto%2Dil%2Dfotografo%2Dstatunitense%2Ddennis%2Dstock%2F&amp;re=&amp;ts=1273149191328&amp;hs=5106bdb5afc606161507d8f75b6ff77b" target="_blank">DEAN</a> UNA LEGGENDA = SCATTÒ L’IMMAGINE SIMBOLO  DELL’ATTORE DELLA “GIOVENTÙ BRUCIATA” CON IL CAPPOTTO SOTTO LA PIOGGIA</strong> Washington, 14 gennaio 2010 – Il fotografo statunitense Dennis Stock,  leggendario reporter dell’agenzia Magnum, celebre per le sue foto apparse sulla  rivista «Life» dedicate all’attore <img title="james-dean" src="http://www.melitoonline.it/wp-content/uploads/2010/01/james-dean-199x300.jpg" alt="" width="199" height="300" />James Dean, è morto in un ospedale di Sarasota, in Florida,  all’età di 81 anni. L’annuncio della scomparsa, che risale a lunedì notte, è  stato dato da Mark Lubell, portavoce di Magnum Photos, precisando che a Stock  era stato diagnosticato un tumore al fegato e al colon poche settimane fa,  sviluppando una polmonite negli ultimi giorni. Come ogni grande fotografo, anche  Stock ha legato la sua notorietà ad un’immagine-simbolo: nel suo caso, è  riuscito a immortalare il mito della gioventù bruciata, James Dean, in un  ritratto intimo e un pò melanconico, mentre passeggia con la sigaretta in bocca  stretto nel cappotto contro il freddo di una giornata piovosa in Times Square.  La foto, parte di un ampio reportage sulla vita privata di Dean, apparve su  «Life» nel 1955, lo stesso anno della tragica morte in un incidente stradale  dell’attore. I reportage di Stock sui set cinematografici sono stati poi  raccolti nel volume apparso nel 2005 con il titolo «James Dean: Fifty Years  Ago». Nel 1956 aveva pubblicato «Portrait of a Young Man, James Dean». <img title="dennis_stock_magnum_full_fa" src="http://www.melitoonline.it/wp-content/uploads/2010/01/dennis_stock_magnum_full_fa-300x230.jpg" alt="" width="300" height="230" />Nato a New York il 24 luglio 1928, Dennis Stock divenne nel  1947 apprendista del fotografo della rivista «Life» Gjon Mili, noto per essere  un artista dalla raffinata sensibilità grafica e dal desiderio irrefrenabile per  la sperimentazione di luce e movimento. Grazie ai suoi insegnamenti, Stock vinse  quattro anni dopo il primo premio al concorso per giovani fotografi di «Life»  con un’immagine ispirata a Lewis Hine raffigurante l’arrivo dei rifugiati della  Germania dell’Est al porto di New York. Nel 1951, su invito del leggendario  fotografo Robert Capa, Stock divenne socio dell’agenzia Magnum. (segue)  (Sin-Pam/Pn/Adnkronos</p>
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<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ontheroadfotografia.wordpress.com/1681/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ontheroadfotografia.wordpress.com/1681/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ontheroadfotografia.wordpress.com/1681/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ontheroadfotografia.wordpress.com/1681/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/ontheroadfotografia.wordpress.com/1681/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/ontheroadfotografia.wordpress.com/1681/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/ontheroadfotografia.wordpress.com/1681/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/ontheroadfotografia.wordpress.com/1681/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ontheroadfotografia.wordpress.com/1681/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ontheroadfotografia.wordpress.com/1681/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ontheroadfotografia.wordpress.com/1681/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ontheroadfotografia.wordpress.com/1681/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ontheroadfotografia.wordpress.com/1681/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ontheroadfotografia.wordpress.com/1681/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ontheroadfotografia.wordpress.com&amp;blog=3918690&amp;post=1681&amp;subd=ontheroadfotografia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Fotografia Europea</title>
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		<pubDate>Wed, 05 May 2010 13:10:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Al via venerdì 7 maggio la quinta edizione di Fotografia Europea, quest&#8217;anno dedicata al tema dell&#8217;Incanto: le tre giornate inaugurali trasformeranno Reggio Emilia in uno spazio aperto di incontri, riflessione e festa. Giovedì 6 maggio alle 11.45 si terrà la preview per la stampa, con partenza da Palazzo Casotti. L&#8217;inaugurazione avverrà, invece, venerdì 7 maggio [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ontheroadfotografia.wordpress.com&amp;blog=3918690&amp;post=1675&amp;subd=ontheroadfotografia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table border="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td><em>Al via </em><strong><em>venerdì 7 maggio</em></strong><em> la </em><strong><em>quinta edizione di Fotografia   Europea</em></strong><em>,   quest&#8217;anno </em><strong><em>dedicata   al tema dell&#8217;Incanto</em></strong><em>:   le tre giornate inaugurali trasformeranno </em><strong><em>Reggio Emilia</em></strong><em> in uno spazio aperto di incontri,   riflessione e festa.</em></p>
<p><strong>Giovedì 6 maggio   alle 11.45</strong> si terrà la <strong>preview   per la stampa</strong>, con partenza da Palazzo Casotti. <strong>L&#8217;inaugurazione </strong>avverrà,   invece, venerdì <strong>7   maggio alle 17</strong>, in Piazza Martiri del 7 luglio, con   interventi del curatore Elio Grazioli e di Sandro Parmiggiani, Laura Serani,   Laurie Short, Claude Bussac e Carlo Massarini.</p>
<p>A seguire, dalle 19 alle 24, saranno aperte tutte le sedi espositive,   visitabili fino a domenica 13 giugno.</p>
<p>Ricco il programma delle tre giornate inaugurali, da venerdì 7 a domenica 9   maggio 2010, articolato in incontri, conferenze, spettacoli, rassegne   cinematografiche, letture, presentazioni di libri, workshop e attività per   ragazzi, per un totale di 120 eventi e 240 tra sedi istituzionale e altri   luoghi cittadini.</p>
<p>Sulle molteplici declinazioni e sfumature del tema dell&#8217;incanto si   confronteranno esponenti del panorama intellettuale e artistico, nazionale e   internazionale: dal sociologo e scrittore Francesco Morace al semiologo Paolo   Fabbri, dall&#8217;antropologo Franco La Cecla all&#8217;architetto Italo Rota e   all&#8217;urbanista Stefano Boeri, dallo scultore e scrittore Mauro Corona   all&#8217;esperto di neuroscienze Ruggero Pierantoni; e ancora, il produttore e   critico musicale Carlo Antonelli, l&#8217;ironica quanto acuta scrittrice Michela   Murgia, il giornalista e fotografo Carlo Massarini.</p>
<p>Cuore della rassegna, l&#8217;omaggio al grande fotografo dada e surrealista Man   Ray, e tra gli artisti in mostra, anche quest&#8217;anno, alcuni dei maggiori   talenti della scena fotografica italiana e internazionale: tra gli altri,   Maurizio Agostinetto, Alessia Bernardini, Mark Borthwick, Machiel Botman,   Kevin Cummins, Ange Leccia, Francesco Jodice, Michael Kenna, Sonia Panciroli,   Elisa Pellacani, Alessandro Rizzi, Alessandra Spranzi, Richard Wentworth,   Alain Willaume.</p>
<p>Oltre alle sinergie tra danza e fotografia, protagoniste di spettacoli,   concerti e performance, numerose saranno le collaborazioni internazionali.   Dalla mostra <em>Manchester:   so much to answer for</em> di Kevin Cummins, omaggio alla musica   indipendente britannica in occasione dei 30 anni dalla scomparsa del leader   dei Joy Division Ian Curtis, intorno alla quale ruota un ricco programma di   eventi collegati con la partecipazione tra gli altri di Peter Hook, storico   bassista della band e oggi fondatore dei New Order; a <em>Europa Africa Sans Frontières</em>,   che testimonia la ricchezza e vitalità della fotografia africana   contemporanea attraverso un inedito gemellaggio con il festival di Bamako; al   progetto europeo <em>SETSE &#8211;   Seeing European Culture Through a Stranger&#8217;s Eyes</em>, che attraverso   otto committenze fotografiche indaga il tema del cibo nel rapporto con la   famiglia e con le diverse tradizioni alimentari nell&#8217;Europa contemporanea.</p>
<p>Per il programma completo, <a href="http://www.fotografiaeuropea.it/" target="_blank"><strong>visita il sito di Fotografia Europea.</strong></a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><a href="http://www.fotografiaeuropea.it/index.jsp">http://www.fotografiaeuropea.it/index.jsp</a></p>
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		<title>Trappole mentali per fotografi principianti</title>
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		<pubDate>Tue, 04 May 2010 22:35:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ontheroadfotografia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ognuno di noi inizia il suo viaggio nel mondo della fotografia da principiante, nessuno escluso. Si evolve e cresce solo chi risece a non cadere in alcune pericolose trappole mentali che sono in agguato sulla sua strada, o magari, pur cadendoci, riesce però a uscire in breve tempo. Vi spieghiamo quali sono queste “trappole”, in [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ontheroadfotografia.wordpress.com&amp;blog=3918690&amp;post=1665&amp;subd=ontheroadfotografia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
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<td><a href="http://fotografia.guidaconsumatore.com/001085_trappole-mentali-per-fotografi-principianti/trappole-mentali-fotografi-principianti/"></a></p>
<p>Ognuno di noi inizia il   suo viaggio nel mondo della fotografia da principiante, nessuno escluso. Si   evolve e cresce solo chi risece a non cadere in alcune pericolose trappole   mentali che sono in agguato sulla sua strada, o magari, pur cadendoci, riesce   però a uscire in breve tempo. Vi spieghiamo quali sono queste “trappole”, in   maniera da permettervi di sfuggirle o di uscirne con un balzo nel caso vi   foste incappati.</p>
<p>Tutti i principianti,   apprendisti fotografi, daranno ad un certo punto della loro carriera un   occhiata curiosa a coloro che hanno più esperienza e competenza di loro, e si   sentiranno inevitabilmente degli inadeguati. Questa terribile sensazione di   frustrazione sarà accresciuta da una considerazione: avere un   fantascientifica compatta, o addirittura una macchina fotografica reflex   digitale, quindi apparecchi in grado di offrire davvero tanto in termini di   prestazioni e rendersi conto che nonostante ciò non si è in grado di ottenere   buoni risultati, proprio perchè non si sa come utilizzarla al pieno delle sue   capacità. Frustrante. È quindi facile cadere nella trappola e sentirsi dei   veri e propri incapaci, limitando così le proprie capacità si sviluppo. Se   anche voi vi siete sentiti così, non disperate perché non siete i soli.</p>
<p>Ecco le 5 trappole   mentali classiche e più comuni nelle quali possono cadere i fotografi   principianti, ma ecco anche le motivazioni per cui non dovreste cadere in   questa trappola.</p>
<h3>La mie foto non sono buone</h3>
<p>E’ facile pensare che le   proprie foto siano solo spazzatura. Magari all’inizio lo sono davvero: tutti   cominciano non sapendo niente riguardo la fotografia. Imparare qualcosa sulla   propria fotocamera può essere una strada difficile, e avrete di fronte a voi   un sacco di brutte foto da scartare prima di ottenere uno scatto accettabile.   Questa è però la vera natura del processo di apprendimento di una qualsiasi   arte. Ogni volta che si scatta una foto, però, se avrete la capacità di una   seria autocritica, otterrete un piccolo miglioramento. Non cadete nella   trappola di voler ottenere delle immagini perfette sin da subito, ne di   pensare che non sia possibile avere miglioramenti strada facendo. Ci vuole   tempo, soprattutto all’inizio.</p>
<h3>La mia attrezzatura non è abbastanza buona</h3>
<p>Una costosa attrezzatura   non regala necessariamente delle buone foto. Se non sapete come usare una   fotocamera, sfruttando in maniera completa tutto il suo potenziale, anche   l’attrezzatura più costosa e professionale del mondo non vi darà comunque delle   grandi foto. Detto questo, le foto fantastiche possono provenire da tutte le   tipologie di attrezzature, ma è anche vero che determinate immagini si   possono ottenere solo con certe strumentazioni, ma questo è un discorso   tecnico che vedremo in una futura guida.</p>
<p>Moltissimi fotografi   divenuti poi ottimi professionsti hanno iniziato il loro viaggio nel mondo   della fotografia quando erano ancora ragazzi, magari a scuola, con piccole   fotocamere compatte a pellicola. Spesso sono passati al mondo digitale acquistando   altre attrezzature della facia delle compatte. Ci sono nella rete moltissime   foto di cui l’autore può andare veramente orgoglioso, che sono state fatte   con delle compatte semplicemente impostando la modalità automatica. Certo, i   grandi scatti sono spesso fatti con macchine reflex, soprattutto perché il   loro utilizzo permette una flessibilità molto più elevata, a tutto vantaggio   della creatività. Con la reflex cresce la conoscenza della fotografia in toto   e si impara quel che quest’arte offre in termini di espressività man mano che   si scopre cosa la propria macchina fotografica è veramente in grado di fare.   Ma ciò non diminuisce affatto la riconoscenza di molti grandi fotografi verso   le loro prime compatte.</p>
<h3>Sto sbagliando tutto</h3>
<p>Non esiste un modo che si   possa definire “sbagliato” per scattare una foto. Molti principianti si   sentono inadeguati perché non riescono a sfruttare al meglio le impostazioni   manuali della loro fotocamera, e proprio per questo non possono utilizzare in   maniera efficace la propria attrezzatura. Non cadete in questa pericolosa   trappola mentale! L’impostazione automatica non è affatto da sottovalutare e   non è vero che il professionista scatta in manuale, mentre tutte le altre   modalità sono dei neofiti. Gli automatismi di esposizione – totali come il   Program o parziali come le priorità di Tempi o Diaframmi – sono un eccellente   punto di partenza per iniziare il vostro viaggio nella fotografia. Le   modalità prioritarie sulle reflex sono infatti progettate per offrire una   buona transizione da un impostazione completamente “auto” al manuale pieno,   che potrete utilizzare quando vi sentirete davvero pronti. Andate quindi   avanti senza alcuna fretta, partendo dal Program, e passando poi alle   priorità. Ricordate sempre che la qualità della foto è il solo punto   fondamentale cui mirare. Le impostazioni che utilizzate per acquisire una   bella foto non sono importanti, quello che conta è il risultato. Il fotografo   bravo si vede dalla foto che realizza, non tanto da come la ottiene. In fondo   i sistemi di cui abbiamo parlato servono solo a gestire l’esposizione, non   l’inquadratura, ed è proprio questa che fa la differenza tra i fotografi, e   tra una buona foto e una foto insignificante o “sbagliata”. Lasciate alla   macchina la gestione dell’esposizione e concentratevi dunque   sull’inquadratura.</p>
<p>Una volta superato questo   scoglio mentale, non lasciate che il timore di abbandonare la modalità   automatica vi blocchi nel progredire. In un primo momento quello delle   priorità è un mondo che spaventa, ma non c’è ragione di non tentare. Nel   mondo digitale non esiste alcuna conseguenza nel fare centinaia di scatti per   sperimentare e imparare, anche se la maggior parte di essi si riveleranno   orribili. A differenza della pellicola, uno scatto o mille scatti hanno lo   stesso costo. Poco male quindi, perchè fortunatamente basta un click sul   vostro pc o sulla fotocamera per cancellare le foto uscite male. Una volta   che vi siete abituati a utilizzare la modalità automatica, cercate di   sperimentare quindi le impostazioni “prioritarie”. Cercate di capirne prima   il funzionamento e il senso, e cosa potete fare con esse. Supererete questo   scoglio e riuscirete a progredire. Si tratta soltanto di un semplice processo   di apprendimento e pratica.</p>
<p>Ognuno di noi deve   cominciare da qualche parte. Imparate dai professionisti. Studiate i loro   lavori. Utilizzate tutto ciò come un’ ispirazione per esercitarvi e crescere.</p>
<h3>Non posso permettermi l’acquisto di un programma di   postproduzione e fotoritocco</h3>
<p>Photoshop non è uno dei   programmi sul tuo PC, e forse non lo sarà mai dato il costo. Non abbiate   paura, perchè ci sono molte altre opzioni più economiche da scegliere in   questo settore, e alcune di esse sono addirittura gratuite. Il controllo   creativo della post produzione delle tue foto è a portata di mano. Alcuni   software gratuiti per il fotoritocco sono:</p>
<ul>
<li>Windows        Photo Gallery</li>
<li>iPhoto</li>
<li>Picasa</li>
<li>Picnik</li>
</ul>
<p>Se avete già fatto   pratica con questi software e desiderate quindi poter godere delle ulteriori   funzionalità di intervento in post produzione che vi offre Photoshop, ma non   volete ancora investire sulla versione completa, potete optare per quella   semplificata che si chiama “Photoshop Elements”, una grande alternativa.   Abbreviata in PSE, contiene la maggior parte delle migliori caratteristiche   di Photoshop ma ha un costo inferiore ed è offerta in una forma leggermente   meno “intimidatoria”. Adobe produce anche il Lightroom, un software che   contiene un pacchetto di funzioni specificamente studiate per la posto   produzione di immagini digitali e l’editing fotografico; esso costa molto   meno del pacchetto Photoshop completo.</p>
<p>Avrete capito quindi come   sia facile lasciare che queste trappole mentali invadano la vostra mente e vi   demoralizzino a tal punto da impedirvi di diventare un bravo fotografo.   Potrebbero addirittura farvi mettere in discussione il vostro talento   fotografico. Non lasciate quindi che questo avvenga! Non rinunciate alla   vostra creatività! Liberatevi da questi tranelli psicologici e continuate a   scattare foto, e guardate voi stessi migliorare assieme alle vostre   fotografie.</td>
</tr>
</tbody>
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		<title>101 foto della Magnum per una stampa libera</title>
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		<pubDate>Tue, 04 May 2010 22:17:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ontheroadfotografia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[101 foto della Magnum per una stampa libera martedì 4 maggio 2010, ore14:30 La Magnum Photos è probabilmente l’agenzia fotografica più importante del mondo. Fondata nel 1947 con lo scopo di proteggere il diritto d’autore e la trasparenza d’informazione da Robert Capa, Henri Cartier-Bresson, David Seymour, George Rodger, Maria Eisner e Rita Vandivert, fu la [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ontheroadfotografia.wordpress.com&amp;blog=3918690&amp;post=1663&amp;subd=ontheroadfotografia&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
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<h1 id="post-40734"><span style="color:#0000ff;">101 foto della Magnum per una stampa libera</span></h1>
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<p>martedì 4 maggio 2010, ore14:30</p>
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<p>La Magnum Photos è probabilmente l’agenzia fotografica più importante del  mondo.</p>
<p>Fondata nel 1947 con lo scopo di proteggere il diritto d’autore e la  trasparenza d’informazione da Robert Capa, Henri Cartier-Bresson, David Seymour,  George Rodger, Maria Eisner e Rita Vandivert, fu la prima a fare in  modo che le  immagini rimanessero di proprietà dei fotografi e non delle riviste dove  venivano pubblicate.</p>
<p>Rivoluzionaria sia come impostazione aziendale che artistica, l’agenzia  Magnum ha prodotto alcuni tra i più importanti e spesso drammatici reportage  degli ultimi anni.</p>
<p>Ora, concedetemelo, sarebbe un vero peccato farsi sfuggile la possibilità di  essere tra i primi ad installare l’applicazione ufficiale: 101 Magnum photos for  the freedom of press.</p>
<p>Questo software di Magnum Photos &amp; Reporter senza frontiere  permette:</p>
<p>Di scoprire 101 foto leggendarie della Magnum; Completare ogni  settimana un nuovo mosaico d’immagini; Selezionare singolarmente le foto  preferite; Trovare dietro ogni icona la storia del leggendario fotografo che ha  realizzato l’opera corrispondente;Per essere avvisato all’uscita del prodotto è necessario registrarsi sul dito  <a href="http://www.magnumphotos.com/iphone/">Magnum</a>.</p>
<p>L’applicazione costerà €2.99 e le storie settimanali 79 centesimi.</p>
<p>© Gianluca for <a href="http://www.iphoner.it/">iPhoner</a>, 2010. | <a href="http://www.iphoner.it/applicazione-magnum-photo-e-reporter-senza-frontiere">Permalink</a> | <a href="http://www.iphoner.it/applicazione-magnum-photo-e-reporter-senza-frontiere#comments">No  comment</a> | Add to <a href="http://del.icio.us/post?url=http://www.iphoner.it/applicazione-magnum-photo-e-reporter-senza-frontiere&amp;title=">del.icio.us</a><br />
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